Si apre con Walt Whitman il ciclo di letture – in francese - “Amare la letteratura”, iniziativa promossa per il secondo anno consecutivo dall’Accademia di Francia a Roma, che ci accompagnerà dal 22 gennaio fino al 16 dicembre 2008.
Nove appuntamenti in cui scrittori, artisti ed intellettuali della scena culturale francese si alterneranno nella lettura dei grandi romanzieri e poeti della storia della letteratura. Il primo incontro sarà dunque con Denis Podalydes, attore, regista e sceneggiatore, che leggerà alcuni passi di “Foglie d’erba” di Walt Whitman, presso il Grand Salon di Villa Medici, martedì 22 gennaio alle 19.30.
L’ingresso è gratuito.
Di seguto i prossimi appuntamenti della rassegna.
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Atto III, Scena I
Amleto:
“Essere, o non essere…
questo è il problema: se sia più nobil animo
sopportar le fiondate e le frecciate
d’una sorte oltraggiosa,
o armarsi contro un mare di sciagure,
e contrastandole finir con esse.
Morire… addormentarsi: nulla più.
E con un sonno dirsi di por fine
alle doglie del cuore e ai mille mali
che da natura eredita la carne.
Questa è la conclusione
che dovremmo augurarci a mani giunte.
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Celebre romanzo filosofico di Voltaire, ha come protagonista il giovane Candido, il quale si ritrova ad affrontare la vita e tutte le sue innumerevoli difficoltà, senza mai dimenticare ciò che il suo precettore, convinto leibniziano, gli insegnò a suo tempo: “questo mondo è il migliore dei mondi possibili”.
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Para mi corazón basta tu pecho,
para tu libertad bastan mis alas.
Desde mi boca llegará hasta el cielo
lo que estaba dormido sobre tu alma.
Es en ti la ilusión de cada día.
Llegas como el rocío a las corolas.
Socavas el horizonte con tu ausencia.
Eternamente en fuga como la ola.
He dicho que cantabas en el viento
como los pinos y como los mástiles.
Como ellos eres alta y taciturna.
Y entristeces de pronto como un viaje.
Acogedora como un viejo camino.
Te pueblan ecos y voces nostálgicas.
Yo desperté y a veces emigran y huyen
pájaros que dormían en tu alma.
Pablo Neruda
da “Veinte poemas de amor y una canción desesperada” (1924)

Venti poesie d’amore e una canzone disperata
Pablo Neruda
Passigli, 2005
Vorrei iniziare a suggerire qualche titolo per chi è a corto di idee per i regali di Natale e vorrei cominciare con un classico della letteratura per ragazzi di Emilio Salgari: Jolanda, la figlia del Corsaro Nero.
La figlia del più grande pirata di tutti i tempi torna ai Carabi per prendere possesso dell’eredità che le spetta, ma un discendente dell’eterno nemico Wan Guld, governatore di Maracaibo, la rapisce. In suo soccorso accorreranno Morgan e i pirati della Tortuga, in un’avvincente susseguirsi di duelli, arrembaggi ed avventure.
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Afrodite, trono adorno, immortale,
figlia di Zeus, che le reti intessi, ti prego:
l’animo non piegarmi, o signora,
con tormenti e affanni.
Vieni qui: come altre volte,
udendo la mia voce di lontano,
mi esaudisti; e lasciata la casa d’oro
del padre venisti,
aggiogato il carro. Belli e veloci
passeri ti conducevano, intorno alla terra nera,
con battito fitto di ali, dal cielo
attraverso l’aere.
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Dal coro dell’atto IV
“Sparsa le trecce morbide
su l’affannoso petto,
lenta le palme, e rorida
di morte il bianco aspetto,
giace la pia, col tremolo
guardo cercando il ciel.
Cessa il compianto: unanime
s’innalza una preghiera:
calata in su la gelida
fronte una man leggiera
su la pupilla cerula
stende l’estremo vel.
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Potessi cavalcare alla ventura
Come fa l’Ape sul Prato
E far visita solo dove mi piace
E Nessuno far visita a me
E civettare tutto il Giorno coi Ranuncoli
E sposarmi con chi voglio
E soffermarmi un poco qua e l
O meglio ancora, scappar via
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“Il sacrificio della patria nostra è consumato”. Così si apre il famoso romanzo del grande Ugo Foscolo.
La patria è stata venduta da Napoleone agli austriaci, con il trattato di Campoformio, e Jacopo, il protagonista, è scappato sui colli Euganei per evitare l’arresto o l’esilio.
Qui conosce Teresa, e se ne innamora. Ma Teresa è già promessa e Jacopo sa bene che il loro è un amore impossibile.
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Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
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