Archive for the 'Libri: Cult' Category
Mattatoio n.5 o la crociata dei bambini, di Kurt Vonnegut

mattatoio_n_5.jpgBilly Pilgrim è un uomo qualsiasi, se si eccettua il fatto che riesce a viaggiare nel tempo. Nel febbraio del 1945 Billy si trova a Dresda, prigioniero dei tedeschi in un ex-mattatoio sotterraneo dal quale assisterà al bombardamento della città da parte dell’esercito Alleato.

135.000 morti.

“Così va la vita”.

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A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare

scanner darkly.jpgLa sua uscita al cinema l’anno scorso è passata quasi sotto silenzio, almeno in Italia, ma “A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare” è un film di grande impatto visivo ed emotivo.

Tratto dall’omonimo romanzo di Philp K. Dick (“Un oscuro scrutare”, Fanuccci 2007), il film è opera di Richard Linklater, già regista di Fast Food Nation (2006) e School of Rock (2003), che sperimenta la tecnica di animazione del rotoscoping, ritoccando digitalmente, fotogramma per fotogramma, le normali riprese dal vivo.

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Tatuaggio, di Manuel Vàsquez Montalbàn

tatuaggio.jpgBarcellona. Un uomo viene ritrovato in mare. Il volto è stato divorato dai pesci e l’unico segno di riconoscimento è uno strano tatuaggio sulla schiena: “Sono nato per rivoluzionare l’inferno”.
Pepe Carvalho è incaricato di identificare il corpo dal proprietario di un salone di parrucchiere che non vuole coinvolgere la polizia. Sulle tracce dell’uomo, Carvalho andrà ad Amsterdam per proseguire la sua indagine privata dalla soluzione inaspettata.

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Il mondo di Garfield, di Jim Davis

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Le strisce del gatto più pigro e simpatico mai disegnato. Per chi ha voglia di farsi una risata.
In italiano:

il_mondo_di_garfield.jpg
Il mondo di Garfield
Jim Davis
Mondadori, 2004

Elogio dell’imbecille, di Pino Aprile

elogio_dell_imbecille.jpgUn libro che finalmente risponde alle domande che tutti, prima o poi, nel corso della vita ci facciamo: perché ci sono così tanti imbecilli in circolazione? perché il capo è sempre un imbecille? perché quando siamo in compagnia dei nostri simili ci comportiamo da imbecilli?

Pino Aprile affronta con metodo la questione e scopre che necessità evolutive stanno conducendo l’essere umano verso l’imbecillità: “l’intelligenza ha esaurito il proprio ruolo: non è più necessaria, e viene dismessa come, in passato, altre caratteristiche caduche (peli su tutto il corpo, coda, denti del giudizio…). Lo dimostrano la storia della nostra specie, e i nostri comportamenti culturali, sociali”.

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Hyperion, di Dan Simmons

hyperion.jpgUno dei nostri collaboratori saltuari, come qualcuno forse avrà notato, usa come nick Martin Sileno. Quando tempo fa gli ho chiesto, nella mia ignoranza, chi fosse, la risposta è stata: “Leggiti Hyperion di Dan Simmons, se ci tieni a saperlo”. Come si sarà capito, il nostro amico non è esattamente un tipo loquace e quindi non ho insistito, ma la curiosità è rimasta.

Mi sono presa il mio tempo e mi sono documentata.

Quello che sapevo era che Simmons è uno scrittore contemporaneo di SF, ma non avevo mai letto nulla. Ricercando qua e là, ho scoperto che “Hyperion” è uno dei suoi romanzi più conosciuti e che fa parte di una tetralogia che comprende anche “La caduta di Hyperion”, “Endymion” e “Il risveglio di Endymion”.

Mi sono procurata quindi “Hyperion” e l’ho letteralmente divorato in un paio di giorni.

Il romanzo è complesso ed è difficile sintetizzarne la trama poiché è strutturato come una serie di racconti nel racconto, narrati da sette diversi personaggi nel corso di un viaggio sul pianeta di Hyperion.

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Dottor Niù, di Stefano Benni

dottor_niu.jpgTemporali e nubifragi, incendi e siccità stanno flagellando la costa di mezza Italia, ma nonostante tutto, come ogni anno, il rito si ripete sempre identico. E in questi giorni mi tornano in mente le pagine eccezionali di Stefano Benni:

“Siamo sull’autostrada bloccati da nove ore. La fila è di cinquanta chilometri ma la radio ha appena detto che nel 1996 ce ne fu una molto più lunga. Diluvia e ci sono dieci gradi all’ombra ma il meteorologo ha appena detto che la temperatura è sostanzialmente nella norma. Nessuno spegne il motore e l’aria non è proprio pulitissima, Luigino vomita, Bongo si gratta, io tossisco, mamma ansima e papà bestemmia.”

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Post office, di Charles Bukowski

PostOffice.jpgParlare di Henry Chinaski, postino ubriacone, giocatore e sessuomane, senza scendere nei particolari biografici di “Hank” Bukowski è quasi impossibile. Sarebbe come cercare di spiegare chi sia Arturo Bandini senza raccontare niente di John Fante.

Questo romanzo, scritto nel 1971, attinge largamente – come molti altri - all’esperienza autobiografica dello scrittore, a cominciare dai suoi 11 anni come impiegato postale a Los Angeles.

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Saltatempo, di Stefano Benni

Saltatempo.jpgMalinconico e nostalgico, ma anche ironico e graffiante. Questo il sapore di Saltatempo, romanzo del 2001 di Stefano Benni. Di questo autore, tra i miei preferiti, ho già avuto modo di presentare “Elianto”, romanzo eccentrico e poetico. Anche in Saltatempo il protagonista è un ragazzino, Lupetto, che vive in un paese sull’Appennino e che, un giorno, si vede recapitare da una strana divinità un particolare orologio che consente di vedere il futuro.

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La confraternita dell’uva, di John Fante

ConfraternitaDellUva.jpg“Quando anche i Santi ti voltano le spalle, ti resta John Fante.” Così Vinicio Capossela nella prefazione a “La confraternita dell’uva”, romanzo del 1977 di un autore americano di origini italiane che da una decina d’anni è stato riscoperto anche in Italia.
L’estate scorsa a Torricella Peligna, paesino abruzzese del quale è originaria la famiglia Fante, si è svolto il primo festival dedicato allo scrittore. Per l’occasione è stato presentato, oltre che il film di Robert Towne ispirato a “Chiedi alla polvere”, anche un documentario di Giovanna Di Lello, intitolato “John Fante. Profilo di scrittore”.

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