Film del 1998, diretto dal regista Gary Ross (Seabiscuit. Un mito senza tempo, 2003) con Tobey Maguire (Spider-Man, 2002) e Reese Witherspoon (Se solo fosse vero, 2005).
“A Pleasentville, negli Stati Uniti, non piove mai. Non esistono l’odio, la violenza, la tristezza. A Pleasentville, negli Stati Uniti, non ci si scambiano baci appassionati. Non esistono le rose rosse e le persone noiose. Fino ad oggi”.
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Dal coro dell’atto IV
“Sparsa le trecce morbide
su l’affannoso petto,
lenta le palme, e rorida
di morte il bianco aspetto,
giace la pia, col tremolo
guardo cercando il ciel.
Cessa il compianto: unanime
s’innalza una preghiera:
calata in su la gelida
fronte una man leggiera
su la pupilla cerula
stende l’estremo vel.
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L’autore di “Io non ho paura” e di “Come Dio comanda” racconta una storia di ordinario squallore senza l’agognata redenzione, soltanto sfiorata ma poi perduta. Tanti personaggi, ognuno con una sua caratterizzazione: Pietro, ragazzino timido, terrorizzato dalla bocciatura, con genitori lontani da lui anni luce, uno alcolizzato, l’altra depressa, che non hanno tempo per la sua timidezza e non si rendono conto delle angherie che Pietro subisce quotidianamente dai compagni teppistelli. Ma Pietro non è solo: Gloria è la sua migliore amica, è perfetta, gli vuole bene; ma anche è lei così lontana: suo padre è ricco, è un direttore di banca, non saranno mai sullo stesso pianeta.
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“Dichiarata figlia illegittima a 3 anni. Processata per tradimento a 21 anni. Incoronata Regina a 25 anni”. In queste tre tappe si riassume la vita della Regina d’Inghilterra Elisabetta I(1533-1603).
Protestante, figlia del re Enrico VIII e di Anna Bolena, diventa regina nel 1558, in seguito alla morte della sorellastra Mary, che da tempo l’aveva relegata prima nella Torre di Londra e poi nella sua casa di campagna, temendo una sua cospirazione.
Una volta incoronata, Elisabetta deve far fronte alla grave situazione in cui si trova il suo regno: il paese è in serie difficoltà economiche, e le questioni religiose creano forti contrasti tra la popolazione.
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“Ti do copertina bianca” è la simpatica iniziativa della casa editrice torinese Zandegù, legata al romanzo Tasca di pietra di Matteo De Simone.
Uscito in settembre in libreria con una copertina completamente bianca, il romanzo propone a tutti i lettori di creare la propria copertina e di inviarla alla redazione perché potrebbe diventare la copertina ufficiale della seconda ristampa.
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Helga Schneider racconta in un libro toccante e commovente, e al tempo stesso lucido e razionale, quello che i suoi occhi di bimba tedesca videro durante la caduta di Berlino, alla fine della seconda guerra mondiale.
Le sue vicende personali, che sono il tema centrale del romanzo, non impediscono al lettore di rendersi conto di quello che fu per i civili tedeschi l’ultimo periodo della guerra:”Bombe e fuoco. Fuoco e annientamento. Annientamento di cose, corpi, leggi, tradizioni e conquiste civili”.
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Potessi cavalcare alla ventura
Come fa l’Ape sul Prato
E far visita solo dove mi piace
E Nessuno far visita a me
E civettare tutto il Giorno coi Ranuncoli
E sposarmi con chi voglio
E soffermarmi un poco qua e lÃ
O meglio ancora, scappar via
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“Il sacrificio della patria nostra è consumato”. Così si apre il famoso romanzo del grande Ugo Foscolo.
La patria è stata venduta da Napoleone agli austriaci, con il trattato di Campoformio, e Jacopo, il protagonista, è scappato sui colli Euganei per evitare l’arresto o l’esilio.
Qui conosce Teresa, e se ne innamora. Ma Teresa è già promessa e Jacopo sa bene che il loro è un amore impossibile.
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Sono in partenza per Vienna. Gli impegni della mia dolce metà , ogni tanto, capitano nei momenti più propizi perché l’atmosfera natalizia viennese è veramente magica. L’anno scorso, nello stesso periodo, ho visto per la prima volta i mercatini natalizi austriaci e confesso di tornarci volentieri.
I mercatini, aperti da fine novembre fino al 24 dicembre, sono disseminati per Vienna come le briciole di Pollicino e quasi ogni distretto del centro ne allestisce almeno uno, dedicato ad un tema particolare (i bambini, la cultura, l’artigianato, la vecchia Vienna).
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Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
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