Pieffe: Perfettino Fumoni. Questo il nome del protagonista del romanzo di Chiara Lico. Un giovane (dico “giovane” solo perché la categoria sta allargando via via i propri limiti anagrafici) precario che lavora a tempo pieno per un’importante testata giornalistica online.
Un contratto a tempo determinato da metalmeccanico e una situazione lavorativa ai limiti dello sfruttamento che, lentamente ma inesorabilmente, fagocita il protagonista, destinato - spero - a diventare un’icona dei precari (aspiranti-giornalisti e non).
Per il terrore di perdere il posto, Perfettino arriverà perfino ad omologarsi al sistema, trovando giustificazioni ad ogni sopruso e ad ogni ricatto. La trasformazione da giovane di belle speranze a sconfitto sarà così completa, con buona pace di sfruttati e sfruttatori.
Una storia grottesca e, a tratti, surreale, che rispecchia però la situazione di un numero sempre crescente di giovani (?). Nel settore giornalistico i numeri parlano chiaro: su 30 mila persone che lavorano nel settore dell’informazione, solo un terzo ha un contratto nazionale da professionista, con un danno evidente non solo alla vita lavorativa e professionale di chi non ce l’ha, ma anche alla qualità del lavoro svolto da tutti.
Chiara Lico, autrice del libro, è nata a Roma nel 1975. Giornalista professionista dal 2000, lavora attualmente in Rai, dopo aver collaborato con la redazione del Tg5, con il gruppo Repubblica/L’Espresso e con il settimanale Liberal. Laureata in Lettere, con la sua tesi di laurea ha conseguito il premio Mursia. Ha anche vinto il premio Enzimi con il suo racconto Denada.
Zitto e scrivi. Storia di Pieffe, giornalista praticante con contratto a termine da metalmeccanico
Lico Chiara
Nuovi Equilibri, 2007


